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L’adesione del Partito d’Azione al Comitato cittadini per il NO per la democrazia e la separazione dei poteri è stata portata lunedì 12 gennaio 2026 da Salvatore Rondello presidente del partito. Nel suo intervento ha sottolineato i rischi che la vittoria del SI porterebbe alla nostra democrazia repubblicana costituzionale. Infatti: 

1) altererebbe gli equilibri della Costituzione;

2) non servirebbe a migliorare l’amministrazione della giustizia, ma di fatto la peggiorerebbe;

3) la riforma Nordio fa parte di un disegno demagogico che se attuato metterebbe in crisi la democrazia repubblicana e ad essa seguirebbe la riforma del premierato ossia la concentrazione dei poteri nelle mani del Presidente del Consiglio;

4) si tratterebbe dell’inizio di un percorso pregiudicante le libertà democratiche.

Tuttavia, non possiamo dimenticare che ci troviamo oggi in questa situazione politica per le corresponsabilità di alcuni politici e magistrati che in molte circostanze hanno agito facendo venire meno i principi di eticità dovuti al ruolo istituzionale rivestito. Il Partito d’Azione riconosce la necessità di una riforma che migliori l’amministrazione della giustizia in Italia ma questa necessariamente non deve alterare gli equilibri della nostra Costituzione. Il voto del NO al referendum sulla riforma della magistratura è un voto per tutelare la nostra democrazia repubblicana costituzionale. Con il referendum gli italiani sono chiamati ad esercitare il proprio potere elettorale per non perdere le libertà democratiche duramente conquistate con la Resistenza.