Le recenti elezioni in Sardegna, sono un dato molto preoccupante per la nostra democrazia. La vittoria del centro sinistra di stretta misura è come una vittoria di Pirro, caratterizzato da un successo personale della candidata Alessandra Todde, che ha puntato alle esigenze del territorio staccandosi dalle politiche nazionali. In realtà emerge una netta spaccatura dell’elettorato tra destra e sinistra, entrambe prive di una
visione politica di impatto sociale, ma entrambe affette da una pratica alterata della democrazia politica.
Il dato più significativo è l’assenteismo alle urne di quasi la metà degli elettori. Una percentuale in aumento che dimostra la perdita di credibilità della classe politica.
L’assenza di programmi politici ed il personalismo politico che si è affermato negli ultimi trent’anni mettono in seria difficoltà la democrazia politica che manca del dialogo di base con gli elettori che invece diventano vittime di una propaganda mediatica alterata e strumentale per la conquista del potere.
Questa pericolosa tendenza può essere invertita con un ritorno dei partiti politici previsti dalla nostra Costituzione come luoghi necessari dove poter esercitare la democrazia politica, elaborare programmi politici con una visione di breve, medio e lungo periodo da attuare democraticamente. Invece, continua ad essere disattesa la Costituzione della Repubblica Italiana che impegna lo Stato ad essere al servizio del
popolo ed a rimuovere gli ostacoli che impediscono la piena realizzazione della persona nel suo percorso di vita.
Inoltre, l’esercizio dell’etica politica è indispensabile per la coerenza attuativa dei programmi politici e per recuperare la credibilità della classe politica in una dialettica costruttiva.

Roma, 29 febbraio 2024

Salvatore Rondello